Considerazioni di uno studente sulla mostra fotografica a Palazzo Bonaguro di Bassano

Print Friendly, PDF & Email

Caro diario,

è da molto che non ti scrivo e, siccome ho cinque minuti prima di andare a mangiare, ho deciso di renderti partecipe di una delle varie attività che ci propongono a scuola, cioè il concorso di fotografia!

… Marco, giovane componente del Fotogruppo9, è venuto a parlarci in classe, un mese fa, della fotografia, della foto “perfetta”, con le angolazioni migliori e le luci, e soprattutto di ciò che si vuole rappresentare attraverso una foto.

… Alla fine dell’incontro, è stato proposto un concorso che chiedeva ai ragazzi delle scuole medie del comprensivo, di scattare una foto nel proprio paese, di inviarla via mail o di consegnarla alla biblioteca di Cartigliano e così poter essere nominato “il miglior fotografo” della classe – e magari anche della scuola!

Dopo la proposta di questo concorso, abbiamo fatto un’uscita didattica con la scuola a “Bassano Fotografia-Oltre l’immagine” a Palazzo Bonaguro, dove la nostra guida ci ha accolto e ci ha introdotto tutte le sale alle cui pareti erano esposte fotografie di diversi autori e differenti temi, una per sala.

La sala più toccante è stata quella sulla guerra in Iraq: mostrava realtà mai viste prima, mi faceva quasi paura. La sala che mi è piaciuta di più è stata quella degli animali. Il fotografo Milko Marchetti è riuscito a catturare un’istante di vita impressionante: l’alligatore che mangia il pesce.

In quel mare di fotografie la guida continuava a ripeterci: ”Dovete immaginare quello che è successo prima e quello che è successo dopo”. In quei momenti la fantasia si sbizzarriva e andava alle stelle! Finalmente sono riuscita a provare emozioni verso le fotografie e finalmente ho capito che la foto perfetta esiste: è quella che, appena la vedi, ti lascia frastornato, non sai come definire le tue emozioni, che sono tante e tutte confuse, ma insieme formano un’emozione nuova a cui semplicemente non si riesce a dare un nome!

Ciao, caro diario, a presto.

                                                                                                    Emma Sartori (classe III B)